Ci risiamo.
Anche il 2025 sta finendo e come ogni anno apro il blog e racconto delle cose piccole ma buone che sono successe quest’anno.

Se potessi pesare il 2025, il quantitativo di bene e il quantitativo di male penso se la giocherebbero.
Terminare una relazione di nove anni è stata una delle cose più tristi che abbia mai provato. Volersi bene ma rendersi conto di non poter continuare insieme è un altro tipo di dolore. Quella busta gialla sarà sempre vicino a me.
Una nuova persona, C., a cui ho voluto tantissimo bene e che in pochi mesi mi ha scombussolato il cervello, mi ha fatta prendere l’aereo seduti in posti separati, mi ha ricordato un sacco di volte di quanto sia importante una casa tutta per sé, mi ha fatto ridere tantissimo. Un uragano che però non ha funzionato, perché il vero uragano distruttivo sono stata io.
Ho un lavoro vero. Con tanto di chiavetta per la macchinetta del caffé.

Sta per finire il master che ho frequentato quest’anno, Educare al patrimonio culturale. Ho conosciuto donne intelligenti, in gamba, interessanti, brillanti, colte e colorate quanto me. Loro sono state la gioia più grande del 2025. Mi sono sentita nel posto giusto, sempre. Vi voglio bene.




Ho iniziato psicoterapia. Ho dei macrotemi da affrontare che mi spaventano da morire. Uno tra tutti: maternità. Penso che ne scriverò.
Con l’ultimo ciao a nonna Silvana si è chiusa la mia infanzia. Forse non l’ha mai saputo, ma nonna in questi anni è stata il collante che ha tenuto insieme pezzi di famiglia che altrimenti sarebbero andati persi. Negli ultimi istanti ancora nella sua casa di Monteguidi, nonna è riuscita ad averci di nuovo tutti e quattro insieme, radunati attorno a lei.


Sono stata a Cracovia, a Napoli e in Garfagnana. Ho parlato di Monteguidi alla Libreria sopra la Penna di Lucignana e alla Farmacia letteraria di Firenze.

Ho comprato una marea di libri (qui e qui un esempio).
Ho deciso di iscrivermi ancora una volta all’università. Finiamo quello che abbiamo iniziato dieci anni fa.
Ho scelto la parola dell’anno: rammendare. L’anno scorso è stata la parola cura.
Ho pensato per mesi di volermi fare un tatuaggio, forse due, oppure tre. Ancora sto a zero. Ma ho scoperto il magico mondo di Pinterest!
Nonna Anna ha compiuto 80 anni. E mamma Cinzia 60. Belle!


Vado spesso a Radicondoli e un quarto gatto si è aggiunto alla mia collezione: Johnny. Si è aggiunto anche Genna, però 🩷

Mi piace sempre molto il giallo.

PER L’ANNO NUOVO:
- tornare a Monteguidi e riprendere da dove abbiamo lasciato
- comprarmi una macchina gialla
- non snaturarmi per nessuno e mantenere il mio centro sempresempresempre
- dare più fiducia a questa famiglia di emotivamente matti che mi ritrovo
- respirare e godermi il presente
- fare sport
- mangiare bene
- piantare dei fiori
- ricominciare a leggere con lentezza
- non devo capitalizzare tutto
- ricordarmi che esistono anche il piacere e il divertimento
- essere meno pesante (non solo in quanto a chili)

Come ogni anno, se vuoi raccontarmi le tue cose piccole ma buone puoi scrivermi a unacosapiccolamabuona2020@gmail.com 💌
Ciaaaaao!

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