Una (anzi di più) cosa piccola ma buona del 2021

Il 2021 è stato un anno luuuuunghissimo. Non vedevo l’ora che finisse.

Ho l’impressione di aver ricominciato a vivere da giugno, con l’arrivo dell’estate. I primi mesi invece sono stati un continuo cambio di colore tra rosso, arancione e giallo.
Posso venire da te? Ma si può andare a camminare? Un casino.

Tralasciamo poi il fatto che ho un buco temporale atroce nella testa. Per me il 2020 non è mai esistito.

Era ottobre 2019 quando cominciavo la magistrale super contenta e ora siamo quasi nel 2022 e in mezzo c’è stata – c’è ancora in realtà – una pandemia. Assurdo.

Il 2021 è stato un anno sì lunghissimo e difficile, ma è stato anche un anno di consapevolezze e di grandi pensieri profondi che ho deciso di raccontare qui. Il tutto sarà accompagnato dai best moments dell’anno.

  • Cura: da circa un mese ho iniziato ad andare dalla psicologa e questa cosa mi dà un sacco di felicità e di soddisfazione. Ho sempre avuto la convinzione e la paura di essere un peso per le altre persone e questo mi ha portato per tanti anni a non confidarmi e a non avere fiducia negli altri. Il fatto che ci sia una nuova persona nella mia vita che sta imparando a conoscermi e che mi ascolta mi rimette in pace con il mondo. A volte fa male scavare, trovare dei collegamenti, analizzare dei brutti fatti che mi sono accaduti. Ma è giusto che li affronti, che metta insieme i cocci. Non lo faccio solo per me ma anche per le persone che mi circondano.
Io e Gianlu in Puglia
  • Leggere: un conto è leggere, un conto è leggere bene. Sto imparando ad andare più a fondo, a spezzettare un libro. Lascio sedimentare e cerco di ritrovarmi in quello che leggo, che è il motivo per cui leggo. Leggere mi serve per riempire i vuoti e per riconoscermi.
Giorgi su un letto di stelle
  • Famiglia: la famiglia è importante, anche se spesso non è quella in cui cresci ma quella che ti crei nel tempo. Ci vuole tanto impegno nel costruire e mantenere relazioni sane. Bisogna anche imparare a lasciar andare, a farsene una ragione. Alcune persone non cambiano, ma puoi cambiare tu.
Dile, Marghe e io al matrimonio di Marghe
  • Scrivere: tenere un diario, appuntare i pensieri profondi e provare a sciogliere i nodi mi resta più semplice se lo faccio in forma scritta. Ho un quadernino dove spesso scrivo cose, ormai dal 1 gennaio 2019. Non scrivo tutti i giorni, ma scrivo. Scrivo dei libri che leggo, delle sedute con la psy. Tante cose.
Torta di compleanno di Dile
  • Formazione: gli ultimi mesi dell’anno sono stati indirizzati soprattutto alla formazione. Oltre a studiare per gli esami dell’università, ho seguito due corsi: uno organizzato dalla casa editrice MarcosyMarcos e uno da Langue & Parole. Mi piace il mondo dei libri e dell’editoria. Voglio approfondire, imparare cose nuove, investire su di me.
Gianlu e Leo
  • L’università non è un fine ma un mezzo!“: questa frase me l’ha detta Gianlu durante una delle mie solite crisi in cui mi chiedo che cavolo fare da grande. Da quel momento, ogni volta che non ho voglia di studiare per un esame o mi dimentico il perché di una magistrale in comunicazione, mi ricordo di quella frase e ho subito la voglia di andare avanti per scoprire che cosa potrò fare dopo. Anche perché un dopo ci sarà eh.
Sara e Giorgi
  • Respirare: non devo per forza riempire ogni momento. Bisogna che impari a stare nel silenzio e ad annoiarmi. Ma non voglio farlo. Non voglio rallentare, perché se mi fermo e mi ascolto, quello che sento mi fa male, e mi costringe a pensare e a scontrarmi con episodi che credevo archiviati per sempre. Ma mi devo sforzare, quantomeno provare. Devo respirare.
Io pazza che vado a giocare a tennis e rischio l’infarto
  • Non distruggere: tante volte ho detto di non meritare del bene o di non credere che qualcosa di bello potesse accadere davvero a me. Non mi è mai sembrato possibile che una persona potesse volere del bene proprio a me, o che credesse davvero nelle mie capacità. E visto che per me non poteva essere possibile, distruggevo tutto per cercare le conferme di quella impossibilità.
    Però, forse – e lo dico sottovoce perché ancora non ci credo tantissimo – se delle persone mi vogliono bene e credono in me, forse qualcosa di bello ce l’ho.
    Forse, dovrei essere io a volermi più bene. Ma ne riparliamo nel 2022.
Giova, Gianlu e io a Castel del Monte

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